Le Memorie delle Cellule


Ancora un testo intelligente che viene a completare in parte, il puzzle delle tantissime possibilità del cervello, anche se, in alcune mie ricerche personali nel campo, risulta che ci sia chi  afferma senza declinare ombra di dubbio, che secondo  gli scienziati, il cervello entro non molto, finirà suoi  segreti, dovuto all’avanzo di certe tecnologie che ebbero inizio con la seconda guerra sicuramente, ahimè per quei poveri che ne risultarono cavie.  Prossimamente inserirò un’articolo molto esaustivo a rispetto.

Segue l’inizio di alcuni articoli interessanti sulle cellule, geni e memorie. Buona visione!

 

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Se intendiamo la memoria come un deposito di informazioni sotto forma di particelle, anche subliminali, trasmesse come parte di sé anche in maniera indiretta, che ci consente di costruire data base in grado di determinare una personalità individuale, concluderemo che tutto ciò sarà in grado di influenzare i propri elaborati di pensiero. L’inconscio familiare, rappresenta quella linea guida fatta di elementi in comune, tramandati di generazione in generazione che costituisce una sorta di retroterra culturale identificativo.

Ma com’è possibile che alcune caratteristiche vengano evidenziate anche dopo alcuni salti generazionali? Ad esempio, non di padre in figlio ma, ad esempio, da nonno a nipote?

Con un meccanismo simile a quello dalla trasmissione genetica per i caratteri organici. A volte un gene recessivo si attiva dopo qualche linea di discendenza, quando non interverranno geni dominanti ad impedirgli di esprimersi.

Anche sul piano psicologico.  Sembra un discorso un po’ difficile da seguire.

Dunque, non avete mai trasferito immagini da un telefono cellulare ad un altro, via bluetooth? Lo scopo principale della nascita della tecnologia bluetooth risiede nella capacità di far dialogare e interagire fra loro dispositivi diversi (telefoni, stampanti, computer, elettrodomestici, etc.) senza la necessità di collegamenti via cavo, ciò che va sotto il nome di wireless. Wireless si riferisce a una tipologia di comunicazione in cui i segnali viaggiano nello spazio e non su fili o cavi di trasmissione. In un sistema wireless la trasmissione avviene principalmente via radiofrequenza (RF). Wireless consente in un ufficio, in una casa di far dialogare tra loro tutti i dispositivi elettronici presenti. Lo scambio di informazione fra gli strumenti avviene attraverso onde radio, eliminando qualsiasi tipo di connessione fisica tra dispositivi. Tutte le apparecchiature bluetooth predisposte in un ambiente di lavoro sono nella condizione di generare piccoli network ( reti ) senza fili, cioè un’interconnessione di comunicazioni dati, usando un ricetrasmettitore che opera nella frequenza di 2,4 GHz.

Le informazioni fra esseri umani seguono vie non tanto dissimili e si allocano, viaggiando attraverso le vie nervose periferiche e venendo rielaborati in zone specifiche della corteccia cerebrale (mediante reindirizzamento talamico), nell’ippocampo e nei lobi temporali dell’encefalo. Precisamente negli atomi delle molecole del DNA delle cellule nervose interessate (neuroni e nevroglia). Accade che, a volte, non tutte le informazioni memorizzate si esprimano come fenotipo (in maniera evidente) ma rimangano fondamentalmente genotipiche (allo stato potenziale) magari rese silenti da apprendimenti di altre figure di riferimento, assenti in successive generazioni. Le informazioni, comunque, vengono trasmesse, a prescindere dalla loro manifestazione evidente. È così che si trasmettono le tradizioni e i comportamenti di base.

 

Fonte WEB: Intervista a G.M Medico Psicoterapeuta

 

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La Scienza e L’Anima


la scienza

anima-corpo-300x225Oggi sappiamo che il nostro cervello è solo un insieme di particelle come elettroni e protoni, che interagiscono attraverso il campo elettromagnetico. Ogni processo biologico è dovuto soltanto a reazioni chimiche che a loro volta sono dovute all’interazione elettromagnetica tra gli elettroni ed i protoni degli atomi che costituiscono il nostro organismo. Ogni neurone ed ogni cellula non sono altro che insiemi di elettroni, protoni e neutroni, con una certa collocazione spaziale; l’interazione elettromagnetica può essere infatti attrattiva e questo fa sì che le particelle possano attrarsi formando determinate disposizione geometriche nello spazio. Le proprietà di ogni molecola (incluse le molecole di DNA, gli ormoni, ecc.) ed ogni processo biologico sono dovuti solo alle leggi della fisica; più precisamente, poiché nel nostro organismo non avvengono reazioni nucleari e le forze gravitazionali sono troppo deboli per interferire con i processi molecolari, ogni processo biologico è dovuto unicamente alle leggi dell’elettrodinamica quantistica.
La scienza ha dimostrato che tutti i processi chimici, biologici e cerebrali consistono unicamente in successioni di processi fisici elementari, i quali sono determinati unicamente dalle leggi della fisica quantistica. Tale visione dei processi biologici non può rendere conto dell’esistenza della nostra vita psichica; dunque il materialismo è inconciliabile con la scienza. Del resto, ogni tentativo di spiegare la nostra vita psichica nell’ambito del materialismo implica che ciò che soffre, ama, desidera, percepisce, ecc. in noi siano oggetti come elettroni o campi elettromagnetici. Ma gli oggetti non posso percepire nulla; gli oggetti non possono provare né gioia né tristezza, né piacere né dolore, ecc. La scienza ha dimostrato che le equazioni del campo elettromagnetico sono universali; esse descrivono tanto il campo elettromagnetico dentro il nostro cervello come quello in un qualunque filo di rame o quello all’interno di un atomo. Non c’è alcuna traccia di coscienza, sensazioni, sentimenti, pensieri, ecc. nelle equazioni del campo elettromagnetico. Se si ipotizza che il campo elettromagnetico sia l’origine della nostra vita psichica, allora la sola logica conclusione sarebbe che anche la nostra lavatrice, la nostra televisione, il nostro tostapane di tanto in tanto saranno depressi o felici o sofferenti… Infatti, dal punto di vista scientifico non vi è alcuna differenza tra i campi elettromagnetici presenti nel nostro cervello e quelli presenti in questi apparecchi.
Affermare che gli impulsi elettrici che avvengono nel cervello siano o generino sensazioni o pensieri significa contraddire le leggi della fisica che considerano equivalenti tutti gli impulsi elettrici, che avvengano dentro o fuori dal cervello. Infatti, un impulso elettrico è costituito solo da elettroni in movimento, e gli elettroni sono tutti identici ed indistinguibili e sono sempre in movimento in qualunque materiale o circuito elettrico. Attribuire agli elettroni del nostro cervello proprietà (come quella di generare sensazioni o emozioni) e non attribuire la stessa proprietà a tutti gli altri elettroni dell’universo, significa contraddire la fisica quantistica, la quale stabilisce che tutti gli elettroni sono identici ed indistinguibili, ossia hanno tutti le stesse esatte caratteristiche e proprietà.
Inoltre le leggi della fisica stabiliscono che gli impulsi elettrici generano solo campi elettromagnetici ; quindi l’ipotesi tipica dei materialisti secondo cui gli impulsi elettrici del cervello generano sensazioni, emozioni ecc., è in stridente contraddizione con le leggi della fisica. A loro volta, le onde elettromagnetiche generate dagli impulsi elettrici nel nostro cervello sono del tutto equivalenti a quelle generate da qualunque altro impulso elettrico ; tali onde escono dal nostro cervello e si disperdono nello spazio esterno alla velocità della luce, come tutte le onde elettromagnetiche.
Le leggi della fisica stabiliscono quali tipi di processi avvengono nella realtà fisica; escludendo le reazioni nucleari e subnucleari, che non avvengono certo nel cervello, i soli processi possibili sono il movimento di particelle e lo scambio di energia tra particelle (collisioni tra particelle) e tra particelle e campo elettromagnetico (emissione o assorbimento di fotoni). I soli processi fisici possibili sono determinati da un operatore matematico chiamato “Hamiltoniano”, che determina anche quali siano i soli tipi di energia esistenti nella realtà fisica. L’Hamiltoniano è infatti costituito dalla somma di alcuni termini, ciascuno dei quali determina un tipo di energia, come l’energia cinetica dell’elettrone o l’energia del fotone. Per avere altri processi o altri tipi di energia è necessario aggiungere altri termini all’Hamiltoniana, alterando così le equazioni della fisica, e conseguentemente tutte le loro soluzioni (vedi paragrafo “Le leggi della fisica e la storia”). In conclusione, le leggi della fisica smentiscono l’ipotesi base del materialismo secondo cui la vita psichica è generata dai processi cerebrali. Le leggi della fisica non permettono di spiegare, né di giustificare, nemmeno in linea di principio o concettualmente, l’esistenza della vita psichica, neppure l’esistenza della sensazione più banale.

La scienza ha dimostrato che il nostro cervello è solo un insieme di particelle (ossia un oggetto) e che la vita biologica consiste unicamente in una successione di reazioni chimiche concatenate, che a loro volta consistono unicamente in processi fisici (per la precisione, processi quanto-elettromagnetici). Questo implica che la nostra psiche ed il nostro cervello non siano la stessa entità, ma due diverse entità interagenti. Uso il termine psiche per indicare il componente non-fisico/non-biologico dell’uomo che genera la nostra vita psichica cosciente. Naturalmente si potrebbero usare anche altri temini, come mente, spirito, anima

E ora ci chiediamo:  Chi è ‘’l’anima? Il computer o l’uomo?

fonte: CDSC di Marco Biagini (Dottore di ricerca in Fisica)