Preghiera Sciamanica in una caverna


Preghiera sciamanica tenuta secreta per secoli.

In una riserva, nel centro degli USA, esiste una tribù di indiani che fanno dei rituali sciamanici dentro una caverna sotterranea da molti secoli, si dici da migliaia di anni. In questa caverna solo le donne sciamane hanno accesso per i loro rituali di guarigione, canti e preghiere direzionati ai malati di tutto il mondo. Nessuno uomo mai è entrato li, ma una delle sciamane attendendo ad una richiesta portò nella caverna con un registratore che risultò nel cantico di cura dove oltre la voce, ci sono suoni delle goccie di acqua e  dei grilli.

Particularmente già lo uso prima degli esercizi con la tavola psionica anche in gruppo.

BUON ASCOLTO

Entanglement


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ENTANGLEMENT

Non volendo essere un pappagallo, ma siccome non sono un fisico e solo prendo spunti e lego molto su questo argomento, ho pensato bene di inserire il pensiero del portavoce di Massimo Teodorani (astrofisico italiano), il quale contra-batte un’articolo, anche se l’autore di quello articolo  con le intenzioni più serie ci ricordasse a tutti di trattare questa tematica di maniera meno superficiale, che è ciò che sta succedendo, purtroppo. Ma in tale articolo, mancavano pezzi importanti per chiudere il cerchio. Ora ne segue:

Il ragionamento immediatamente successivo alla scoperta dell’entanglement è che ci sia una stessa funzione d’onda che regola lo stato degli elettroni. Dove stia “scritta” questa funzione d’onda non si sa. Di sicuro “fuori” dallo spazio e dal tempo visto che l’informazione sul loro stato (o cambio di stato) raggiunge i due elettroni CONTEMPORANEAMENTE ovunque essi siano.
In sostanza, se io cambio lo spin di un elettrone (succede semplicemente osservandolo) e l’altro è all’altro capo dell’universo, esso cambierà stato IMMEDIATAMENTE, all UNISONO.
Fatta questa premessa passo a spiegare un paio di cose, che NON ho appreso da FB…
Esistono delle strutture nel cervello umano dette “microtubuli” contenenti proteine chiamate tubuline.
Dentro a queste, gli elettroni si dispongono in modo da risultare in entanglement (o anche in “risonanza”). La TEORIA è che

1- ogni collasso della funzione d’onda di questi elettroni corrisponda ad un momento di “coscienza”
2- come conseguenza del punto 1, si ipotizza che il cervello non “crei dal nulla” i momenti di coscienza ma agisca come “antenna” sincronizzandosi a funzioni d’onda al di fuori di sè.
3- come conseguenza del punto 2 si può ipotizzare che uno stesso “principio/momento di coscienza/collasso della funzione d’onda) si manifesti (per risonanza) in 2 cervelli distinti nello stesso momento.

Ci tengo a precisare che queste sono conclusioni (tuttora oggetto di approfondimento) di Wolfagang Pauli (premio Nobel per la fisica nel 1945 e padre della meccanica quantistica), coadiuvato nella teoria da Carl Gustav Jung (psichiatra/psicoanalista/antropologo). Allo studio e alla comprensione di questa hanno dato il loro contributo anche David Bohm (fisico e filosofo statatunitense), e in italia, l’astrofisico Massimo Teodorani, di cui umilmente mi faccio “portavoce”,
nonchè molti altri scienziati SERI, ma non dogmatici.
Grazie per l’attenzione

A. Angiolini

FISICA QUANTISTICA – ENTANGLEMENT


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La fisica quantistica è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e di tutte le loro interazioni viste sia come fenomeni ondulatori sia come fenomeni particellari (dualismo onda-particella), a differenza della fisica classica o newtoniana, basata sulle teorie di Isaac Newton, che vede per esempio la luce solo come onda e l’elettrone solo come particella.

La meccanica quantistica (anche detta fisica quantistica o teoria dei quanti) è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni, con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica.

Come caratteristica fondamentale, la meccanica quantistica descrive la radiazione e la materia sia come fenomeno ondulatorio che come entità particellare, al contrario della meccanica classica, dove per esempio la luce è descritta solo come un’onda o l’elettrone solo come una particella. Questa inaspettata e contro intuitiva proprietà, chiamata dualismo onda-particella, è la principale ragione del fallimento di tutte le teorie classiche sviluppate fino al XIX secolo

Il fisico tedesco Max Planck(1858-1947) fu il primo a introdurre il concetto di “quanto” nel suo lavoro del 1900 ” Sui quanti elementari della materia e dell’elettricità”.

Per quanto riguarda il mio pensiero visto che di questo argomento già se ne parla fin troppo, lascio il terzo principio della Fisica Quantistica, come premessa di questo Blog: 

L’entanglement:

Se due particelle vengono fatte interagire per un certo periodo di tempo e quindi separate, quando si sollecita una delle due in modo da modificarne lo stato, istantaneamente si manifesta sulla seconda una analoga sollecitazione a qualunque distanza si trovi rispetto alla prima.

Nel 1998, nel corso di un curioso esperimento, sono state prelevate alcune cellule dal palato di un uomo e poste all’interno di una provetta. Tale provetta è stata collegata a un particolare dispositivo che ne misurava lo stato. Anche il soggetto è stato collegato a un identico macchinario, ma posizionato in una differente zona dell’edificio.
Hanno fatto guardare al soggetto diversi tipi di programmi televisivi, alcuni presentavano immagini di pace e tranquillità mentre altri erano violenti ed emozionanti.
Si è scoperto che le cellule del soggetto registravano la medesima attività esattamente nello stesso momento in cui la rilevava il soggetto stesso. Quando l’uomo guardava programmi calmi e rilassanti la risposta fisiologica sia dell’individuo che delle cellule si calmava. Quando si passava ai materiali stimolanti, sia il soggetto che le sue cellule mostravano segni di eccitazione. Gli sperimentatori allontanarono sempre di più il soggetto dalle sue cellule, fino a mettere fra loro una distanza di circa ottanta chilometri. Erano trascorsi cinque giorni da quando le cellule erano state prelevate dal palato del soggetto, e stavano ancora registrando esattamente la stessa attività all’unisono col soggetto.

Fonti: Scienza e conoscenza

Esiste una relazione tra FISICA QUANTICA E ERMETISMO?


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Il presente testo riflette in gran lunga nostro pensiero sulla realtà fisica quantica nel nostro quotidiano ed il perché di valutare al meglio le capacità umane di allineare emozioni ai pensieri e questi all’intento e ai desideri. Penso che qualcosa lungo ai tempi ci sia sfuggito di mano e ora possiamo cercare di recuperare un po quelle che sono le nostre vere risorse interiori. E perché non provare?

L’Ermetismo è la scienza dell’unità. In un certo senso è la scienza olistica per eccellenza. Postula l’uomo composto di mente, anima e corpo, indissolubilmente legati da una medesima origine e da un’unica destinazione.

Che cos’è l’Ermetismo

Risultati immagini per ermete trismegistoL’Ermetismo è più che altro una scienza sintetica, nel senso che tende a creare l’unità dove questa non c’è, ossia nella maggior parte degli esseri umani.

L’olismo ermetico traspare negli insegnamenti di tutti i grandi Maestri: da Pitagora a Paracelso, da Cagliostro a Giuliano Kremmerz, che fu certamente un iniziato e un grande divulgatore.

Il principio del così in alto così in basso, contenuto nella “Tavola di Smeraldo” di Ermete Trismegisto, è il fondamento teoretico dell’Ermetismo. Esso postula l’unità di tutte le cose nel Pensiero Divino, che dà impulso alla Materia determinando la creazione della nostra realtà.

I simboli dell’Ermetismo

Un cerchio, con un punto a centro, è il simbolo ermetico dell’unità del Tutto nell’Uno (Dio). L’Ouroboros, un serpente che si mangia la coda, rappresenta la ciclicità dell’universo formale e la Legge di Rivoluzione delle Forze, che il pensiero orientale rappresenta nelle Maree Tattwiche.

La Materia, maturata dal Pensiero Divino, si organizza attraverso i quattro Principi Elementari (Terra, Acqua, Aria e Fuoco), costruendo la nostra realtà e tutto ciò che non vediamo perché si sottrae alla percezione sensoria.

Ermetismo e fisica quantistica

Oggigiorno la Fisica Quantistica, rivoluzionaria e caotica evoluzione del pensiero newtoniano, sancisce la natura olografica dell’Universo. Un ologramma è la rappresentazione del Tutto in ogni unità vivente.
In ogni uomo (Microcosmo) è racchiusa la rappresentazione simbolica delle leggi che governano la Creazione (Macrocosmo), dal minerale alle immense nebulose dello spazio. Analogamente in ogni cellula del corpo sono rintracciabili le linee guida che crearono le Stelle e i Pianeti e, sulla nostra Terra, la complessa architettura del Mondo minerale, vegetale e animale.
Com’è in alto, così è in basso. Ermete aveva ragione.

La Magia Ermetica sostiene di poter guarire le persone afflitte da malattie organiche e mentali: o direttamente, utilizzando le leggi empiriche del magnetismo; o tramite l’uso di Genialità Terapeutiche, Forme psichiche intelligenti create dall’iniziato perché possano servire ai suoi scopi.

La Medicina Psichica è una realtà. Poter agire sulla materia corporea con la forza del pensiero! La psiche dell’ammalato, turbata dallo squilibrio, può influire sulle cellule del suo corpo, determinando la malattia; o al contrario promuovere un processo di auto-guarigione, ristabilendo l’ordine e la gerarchia nel complesso regno delle cellule e dei sistemi organici.

Einstein, con la sua teoria della relatività, stabilì per primo l’identità di materia ed energia. Oggi la Fisica Quantistica insegna che materia ed energia sono a loro volta espressione di unità energetiche elementari, che sono i fotoni: atomi di luce solare e mattoncini elementari della realtà.

Fonte:  Scienza e Conoscenza

LA SCIENZA E LA PREGHIERA II PARTE – DNA ed EMOZIONI


Continua il Dott. re Carrel, con il raccontare le sue sperienze a livello di ricercatore sugli effetti questa volta, della della luce sul DNA e la loro dinamica  per cosi dire, INTUITIVA e autonoma.

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All’inizio degli anni Novanta, l’Accademia delle Scienze di Mosca riferì una stupefacente relazione tra il DNA e le qualità della luce, misurata in fotoni. In una relazione su questi studi iniziali, il dott. Vladimir Poponin ha descritto una serie di esperimenti secondi cui il DNA umano influenza direttamente il mondo fisico. Il dott. Poponin, leader riconosciuto nel campo della biologia quantistica, era ospite di una istituzione di ricerca americana quando questa serie di esperimenti venne svolta. Gli esperimenti erano iniziati con la misurazione di strutture di campo della luce nel vuoto, all’interno di un ambiente controllato. Dopo aver rimosso tutta l’aria da una capsula appositamente predisposta, la struttura di campo e la distanza fra le particelle di luce prendevano una distribuzione casuale, come ci si attendeva. Le strutture di campo furono controllate e registrate due volte, per essere usate come riferimento nella sezione successiva dell’esperimento. La prima sorpresa si verificò quando dei campioni di DNA vennero posti all’interno della capsula. In presenza di materiale genetico, distanza e struttura di campo delle particelle di luce cambiarono.

Anziché assumere la struttura diffusa che i ricercatori avevano rilevato in precedenza, le particelle di luce cominciarono ad acquisirne una nuova, che rassomigliava agli avvallamenti di una forma ondulatoria. Il DNA stava chiaramente influenzando i fotoni, dando loro la forma regolare di una struttura ondulatoria attraverso una forza invisibile. La sorpresa successiva si verificò quando i ricercatori tolsero il DNA dalla capsula. Poiché erano fermamente convinti che le particelle di luce sarebbero ritornate al loro stato originario di distribuzione arbitraria, osservarono con sorpresa il verificarsi di qualcosa di molto inatteso: i modelli erano molto diversi da quelli osservati prima dell’inserimento del DNA.Poponin affermò che la luce si comportava “in modo sorprendente e contro-intuitivamente”.

Dopo aver ricontrollato la strumentazione e avere rifatto gli esperimenti, i ricercatori si trovarono a dover fornire una spiegazione su ciò che avevano osservato. In assenza di DNA, cosa influenzava le particelle di luce? Il DNA si era forse lasciato dietro qualcosa, una sorta di forza residua che permaneva anche dopo che il materiale biologico era scomparso?

Poponin scrive che lui e gli altri ricercatori furono “costretti ad accettare l’ipotesi che venga eccitata una specie di nuova struttura di campo…” Per sottolineare che l’effetto era collegato alla molecola fisica di DNA, il nuovo fenomeno fu denominato “effettofantasma del DNA“. La “nuova struttura di campo” di Poponin suona sorprendentemente simile alla “matrice” della forza citata da Max Planck, e agli effetti a cui accennano le antiche tradizioni.

Questa serie di esperimenti è importante perché dimostra chiaramente, forse per la prima volta in condizioni di laboratorio, l’effetto della preghiera sul mondo fisico. Il DNA usato nell’esperimento era un agglomerato passivo di molecole non collegate al cervello di un essere vivente cosciente. Anche in assenza di sentimenti diretti che pulsassero attraverso l’antenna della doppia elica del DNA, si rilevavano una forza e un effetto misurabile nelle sue immediate vicinanze.

Se ogni cellula dell’organismo di una persona di taglia, peso ed altezza medi, cioè ogni antenna di sentimenti ed emozioni, ha la stessa proprietà di influire sul mondo circostante, allora quanto viene amplificato l’effetto? Quindi, che cosa succede se, anziché parlare di sentimenti che passano attraverso le cellule di una singola persona, parliamo di un sentimento che risulta da una forma specifica di pensiero ed emozione, regolati dalla preghiera di un singolo individuo, e li moltiplichiamo anche solo per una frazione dei sei miliardi di persone viventi oggi sulla terra, cominciamo a percepire il potere che la nostra volontà collettiva rappresenta. Si tratta del potere di porre fine a tutta la sofferenza e di allontanare il dolore che ha caratterizzato il ventesimo secolo. La chiave sta nel lavorare insieme per raggiungere quell’obbiettivo. Questa potrebbe rivelarsi la più grande sfida del terzo millennio.

Fonte: http://biscobreak.altervista.org/

SCIENZIATI E LA PREGHIERA – I PARTE


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Nelle mie insistenti ricerche sugli effetti della preghiera sulle persone e non solo,  anche sul cospetto della fisica quantica, ho trovato un’articolo, che senza un pizzico di vergogna lo copio ed incollo. Si tratta di una ricerca tramite un’apparecchio, su una pazienti sul punto di morte. Leggete a seguire i vari passaggi sulla vicenda, astenendosi, se possibile della solita incredulità, per dare spazio ad un legame tanto uovo quanto attempato, ossia, la forza della preghiera associato alla forza delle fede, in contrapposizione al scetticismo per cosi dire “logico”.

Alexis Carrel (1873-1944) è un medico e uno scienziato di fama mondiale, a cui dobbiamo vari progressi nelle tecniche di sutura dei vasi sanguigni e nelle ricerche sui trapianti di tessuti e organi essenziali per le audaci operazioni chirurgiche del nostro tempo. E’ inoltre il co-inventore della soluzione Dakin-Carrel, una soluzione antisettica a base di acido ipocloroso che ha salvato molte vite. Studia all’Università di Digione e Lione, e nel 1900 si laurea in medicina. Nel 1912 ottiene il premio Nobel per la medicina e la fisiologia. Carrel è uno scienziato ateo, che nel 1903 decide di recarsi a Lourdes, attratto dalle voci disparate che si rincorrono su questo straordinario paesino. Emile Zola, celeberrimo romanziere e scrittore ateo, ha da poco scritto un romanzo, Lourdes (1894), in cui dinanzi a episodi inspiegabili, che in un primo tempo lo affascinano, prova a proporre delle spiegazioni: le guarigioni sarebbero casi di autosuggestione, frutti della manipolazione mentale dei frati e delle suore, conseguenze di fluidi emanatisi da folle eccitate, episodi non spiegabili dalla scienza solo a causa dello stadio ancora arretrato degli studi medici. Quello che oggi non è razionalmente comprensibile, insomma, lo sarà domani. Quello di Zola, supportato da quanti invocano la chiusura di Lourdes, rivolgendosi a tal fine persino al governo Combes, si rivelerà un fiasco: anche perché in breve il metodo apparentemente scientifico dell’autore, viene confutato, e si scopre che Zola ha appositamente falsificato le vicende relative ad alcune guarigioni inspiegabili. Ebbene, proprio qualche anno dopo Zola, anche Carrel si reca a Lourdes per studiare la faccenda, per vedere, se necessario per confutare. Non è che uno dei tantissimi medici francesi e provenienti dal resto del mondo. Ma quello che subito stupisce Carrel non sono i miracoli della grotta: è il miracolo della fede dei malati che viaggiano con lui verso la meta. “Questo treno da pellegrinaggio – scrive- sembrava un treno di piacere, con risate e ritornelli allegri. Un parroco di campagna, dal viso bruno e scavato, correva da vettura a vettura; aveva con sé una cinquantina di montanari. Con loro viveva, mangiando un pezzo di pane e una fetta di salame e bevendo a canna dalla bottiglia”. Riflettendo tra sé e sé, con tipica mentalità positivista, Carrel nota che “nessuna di queste creature vuole rassegnarsi a scomparire, ognuna sente in sé il bisogno di vivere, l’aspirazione a vivere. Felici quelli che credono che ci sia, al di sopra di noi, un’intelligenza, che dirige il piccolo ingranaggio della macchina e che gli impedirà d’essere schiantato dalle forze cieche”. Macchina, forze cieche: perfetto linguaggio da materialista. Infatti Carrel è convinto che “al di fuori del metodo scientifico non esisteva alcuna certezza”. Parlando di sé stesso in terza persona, afferma: “le sue idee religiose, distrutte dall’analisi sistematica, l’avevano abbandonato… S’era allora rifugiato in un indulgente scetticismo… Ma ora, nella profondità recondite del suo pensiero sussisteva una speranza vaga, probabilmente incosciente, di afferrare i fatti che danno la certezza, la pace, l’amore… Per sapere assai poche cose- diceva tra sé- io ho distrutto in me cose molto belle”. “Sapere assai poche cose”: questa è la consapevolezza di un premio Nobel!1 I primi casi di guarigione cui Carrel si accosta, gli sembrano spiegabili con l’autosuggestione, come se da una folla in preghiera, piena di fiducia, si potesse sprigionare “una specie di fluido il quale agisce con una forza incredibile sul sistema nervoso” (la spiegazione proposta da Zola). Ma questo fluido, pensa Carrel, non può avere efficacia quando si tratta di affezioni organiche. Ebbene Carrel ha in breve la possibilità di assistere in prima persona, in tutti i passaggi della vicenda, alla guarigione di una donna in punto di morte, affetta da tubercolosi, pleurite, e peritonite tubercolare. Di fronte ad una guarigione evidente, inspiegabile, improvvisa, Carrel si converte e rivolge d’improvviso la sua preghiera alla Madonna: “Vergine dolce, che soccorrete gli infelici, che vi implorano umilmente, proteggetemi. Io credo in Voi. Voi avete voluto rispondere al mio dubbio con un miracolo manifesto. Io non so vederlo, io dubito ancora. Ma il mio desiderio più vivo, il fine più alto di tutte le mie aspirazioni è di credere, perdutamente, ciecamente credere, senza più discutere, senza criticare. Il Vostro nome è più dolce del sole del mattino. Prendete Voi il peccatore inquieto, dal cuore in tempesta, dalla fronte aggrondata, che si consuma nella ricerca delle chimere. Sotto i consigli profondi e duri del mio orgoglio intellettuale giace, disgraziatamente ancora soffocato, un, il affascinante di tutti i sogni, quello di credere in Voi, di amarvi, come i frati dall’anima candida”. Nelle sue meditazioni spirituali, tra le altre cose, Carrel scriverà: “C’è una grande differenza tra Gesù di Nazareth e Newton: ed è che il precetto dell’amore reciproco è una legge infinitamente più importante della gravitazione universale”; e ancora: “Lo spirito non è affatto legato ai limiti del corpo e la suprema avventura è precisamente questa liberazione dal corpo, anche durante la vita, per raggiungere il substrato del mondo che è, insieme, intelligenza ed amore”.

Dr. N.J. Stowel, ha misurato l’effetto della preghiera. Egli racconta: “Ero un cinico, un ateo e credevo che Dio fosse solo un’immaginazione della mente umana. Un giorno lavoravo in un grande laboratorio patologico di una clinica. Ero occupato a misurare la lunghezza d’onda e l’intensità di irradiamento dei cervelli umani. Con i miei collaboratori decidemmo di studiare quello che succede nel cervello umano durante il passaggio dalla vita alla morte. A tale scopo avevamo scelto una donna che soffriva di un tumore maligno al cervello. La donna era perfettamente normale fisicamente e mentalmente. La sua serenità ci colpiva tutti. Sapevamo che doveva morire e anche lei lo sapeva. Poco prima della sua morte mettemmo nella sua stanza un apparecchio di registrazione ultrasensibile che doveva indicarci quello che sarebbe accaduto nel suo cervello negli ultimi minuti di vita. Sopra al letto aggiungemmo un piccolo microfono nel caso avesse detto qualcosa negli ultimi momenti. Nell’intervallo ci recammo nella stanza accanto. Eravamo cinque scienziati ed io ero quello più insensibile. Nell’attesa restammo in piedi davanti ai nostri strumenti. L’ago era sullo zero e poteva oscillare a cinquecento gradi a destra nei valori positivi e cinquecento gradi a sinistra in quelli negativi.

Qualche tempo prima, con l’aiuto dello stesso apparecchio, avevamo misurato una stazione radio il cui programma si irradiava nell’etere con una potenza di cinquanta kilowat, doveva essere una notizia che doveva essere trasmessa in tutto il pianeta. Durante questa prova constatammo una misura positiva di nove gradi.

L’ultimo istante dell’ammalata sembrava avvicinarsi. Ad un tratto sentimmo che si mise a pregare e a lodare Dio. Gli domandò di perdonare tutte le persone che le avevano fatto dei torti nella vita e poi disse: “So che tu sei l’unica sorgente di vita degna di fiducia per tutte le tue creature”. Lo ringraziò per la sua forza, con la quale l’aveva guidata in tutta la sua esistenza. Affermava che il suo amore non era diminuito malgrado tutte le sue sofferenze. E nella prospettiva del perdono dei suoi peccati per mezzo di Gesù emanava una gioia inesprimibile. Frementi restammo intorno ai nostri apparecchi senza vergognarci delle nostre lacrime. Improvvisamente mentre la donna continuava a pregare sentimmo un tintinnio sul nostro apparecchio: l’ago si era posizionato a cinquecento gradi a destra e si agitava a più riprese contro l’ostacolo. Avevamo fatto una scoperta prodigiosa: il cervello di una morente in contatto con Dio sviluppava una potenza cinquantacinque volte più forte di tutto l’irradiamento universale della radio diffusione. Per verificare le nostre osservazioni decidemmo di fare un altro esperimento. Chiedemmo all’infermiera di stimolare in tal senso un ammalato. L’uomo reagì con delle ingiurie e delle imprecazioni e si rivolse a Dio in maniera blasfema. Vi furono dei tintinnii sul nostro apparecchio. Eravamo sbalorditi: l’ago battendo contro l’ostacolo si era rotto al di sotto dei cinquecento 500 negativi a sinistra. Eravamo riusciti incontestabilmente a dimostrare in modo scientifico la potenza positiva di Dio ma anche la forza negativa dell’avversario. Da quel momento la mia concezione atea cominciò a crollare.

In un ospedale furono fatti esperimenti per verificare l’efficacia della preghiera nella guarigione degli ammalati. Un gruppo di persone si rese disponibile a pregare per alcuni degenti scelti a caso. Il risultato fu che questi guarivano prima di altri. Furono fatte altre prove, ma questa volta si associarono dei numeri alle persone ammalate in modo che non si sapesse per chi si stava pregando. Anche in questo caso i risultati furono sorprendenti. Le persone abbinate, a loro stessa insaputa, a dei numeri guarirono prima delle altre.

Negli Stati uniti e in Giappone sono stati effettuati esperimenti sugli effetti della meditazione profonda. Questa faceva diminuire i livelli di ansia, colesterolo e adrenalina mentre faceva aumentare i livelli di serotonina. Inoltre i benefici dimostrati erano: riduzione della pressione sanguigna, del mal di testa, benefici legati a disturbi al colon irritabile, riduzione della produzione del cortisolo (ormone dello stress), aumento notturno della melatonina, riduzione della noradrenalina, (neurotrasmettitore prodotto dallo stress); aumento del Dhea (ormone che agisce sul sistema immunitario), aumento di testosterone; aumento della coerenza cerebrale tra emisfero destro e sinistro. Ma la preghiera non fa bene solo al “destinatario”, fa bene soprattutto a se stessi perché consente il rilassamento neuromuscolare, favorisce la calma, la serenità, la pace interiore.

Fonte: http://www.rassegnastampa-totustuus.it/

PREGHIERA QUANTICA E LA PLACENTA DIVINA/UNIVERSALE – 1 PARTE


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Da bambina mi ricordo che ogni cosa chiedevo a Dio, si realizzava. Da bambina pregavo tre volte a giorno, senza che fosse qualcuno ad impormi. Da bambina non ero ambiziosa, sapevo soltanto che potevo ottenere da un grande Padre qualsiasi cosa, soltanto per il fatto di sapere di meritare e di volere, ma lo cercavo, lo cercavo non con il desiderio egoistico di avere, ma con il desiderio di contatto con Colui in cui credevo intensamente, come se chiedere fosse soltanto la modalità di avere una risposta concreta comunque…In verità, quella PRESENZA avvertivo ovunque dentro e intorno a me. Allora avevo sogni lucidi, vedevo piccoli angeli, sentivo musica astrale, coro angelici (perché non venivano da questo mondo, qualcosa di cosi magnificente) Ero una bambina molto tranquilla, senza mania di grandezza e nemmeno voglia di apparire. Vivendo in Brasile, paese assai ostile verso le donne per quanto riguarda i pericoli del sotto-mondo, generato dall’ ignoranza e dal disguido politico-sociale, mi vedevo spesso ‘salvata’ da situazioni a dire quanto pericolose, ma anche da ragazza, ora che mi ricordo bene. Dunque, perché dico queste cose? Perché crescendo ebbi altre belle esperienze, ma poi, da un certo momento della mia vita, tutto quel luciccare spirituale, un po’ si è svanito, e fu quando il vortice della vita con le sue sfumature tutte disegnate sotto il nome di ‘esperienze’, mi hanno frantumata in piccole parti e fu molto difficile riunire queste parti di me in qualcosa che potesse darmi un vero senso tra quello che stavo vivendo e quella che ero fino ad una certa età, da ragazza già grande. E mi domandai: “Che fine ho fatto?!”.  Domanda che mi sono fatta parecchio negli anni, e mentre cercavo di essere come un tempo, stanca dai vari tentativi, decisi di smettere di tentare e mettere attenzione al presente e capire meglio ciò che stavo vivendo, ascoltarmi di più e osservare meglio me nelle mie reazioni. Col tempo, mi si è ‘spalancato’ un mondo di informazioni.

Tutto ciò che stavo vivendo era frutto del mio coinvolgimento con le memorie cellulare che portavo dentro di me, riguardanti la mia famiglia, le persone che ebbero in qualche modo un rapporto importante nella mia vita, anche se negativo (o soprattutto). Ma, queste memorie portavano con se anche traumi, vittimismo, sconfitte e tanta PAURA.  Ebbene, siccome la mente pensa e sua emozione è la paura, l’onda conduttrice non può che essere la paura stessa e tutto ciò che porta con se…e quindi ‘replicavo‘ sempre situazioni simili, in ambienti ostili, persone ostili, ed erano storie che ricordavano le esperienze dei miei, anche di quando erano piccoli; cose raccontate, che non credevo neanche mai di poter ricordare. E COSA QUESTO HA A CHE FARE COL TEMA ‘PREGHIERA QUANTICA?’ Ora cercherò d’essere più chiara.

Quando siamo stanchi di farci ‘malmenare’ dalla vita, i ricordi positivi delle vittorie avute o anche da modelli si riafiorano e nel mio caso è successo e sta succedendo cosi. Tutti sappiamo più o meno ‘pregare’ qualcosa a qualcuno, nel senso di chiedere. Possiamo pregare bene quanto vogliamo, se dall’ altra parte, l’interlocutore ha una certa sensibilità e maturità, la nostra richiesta può avere ritorno positivo. Poi, entra in gioco la coerenza tra ciò che chiediamo e ciò che diamo e siamo o la forza con cui desideriamo qualcosa. Insomma, anche un ladro desidera fortemente rubare cose di spiccato valore, e se dall’ altra parte trova il ‘cliente malcapitato’ che ha paura d’essere rubato, ecco che la legge d’attrazione funziona. Ma non é di questa legge che parlo. Esiste una legge superiore alla legge d’attrazione, parlo della legge della PLACENTA DIVINA.

Esiste nell’universo la legge maggiore, che è la Legge della Vita in totale simbiosi alla LEGGE MATRICE DELL’AMORE, che insieme formano una sostanza, da alcune considerata Sostanza Fondamentale, io la chiamo Placenta….perché secondo la mia visione, siamo figli di un’energia dalla quale mai veniamo fuori, semplicemente ci disperdiamo nell’attenzione di esistere in essa…Tale Placente è li, qua, dentro , fuori, ovunque intorno a noi, e siamo noi a decidere se alimentarci o meno da Lei. Una volta, in meditazione, ho avuto una visione, come se io fosse immersa in questo mare che anziché acqua, fosse un Gel verde chiaro molto limpido…Ero li, mentre ho visto passare di fronte a me, due uomini vestiti da astronauta, divisa che li dava la spinta giusta per poter salire..un po’ si sono fermati e mi hanno chiesto come facessi a stare li cosi senza nulla, e mi hanno detto che stavano facendo delle ricerche in quelle acque sconosciute, ed io rispose che ero soltanto li, senza un ma e ne perché, se ne sono andati con un ‘beata’.  Una volta finita la meditazione, mi sono chiesta se in quel gruppo quel giorno, qualcuno avesse messo della droga nella mia acqua…Ma dentro di me, sapevo che anche quella esperienza aveva un senso a cui avrei dato prima o poi la risposta appunto sensata.

Oggi è arrivato quel giorno, in cui la risposta mi è apparsa più tangibile. Quando ero bambina, ero consapevole di far parte di qualcosa di inimmaginabile e la chiamavo Dio, Madre, Amore, Gesù, Spirito Santo…E oggi capisco la parola Spirito Santo: Colui che è Santo, Puro, in ogni cosa, ovunque. Molto vicino a ciò che considero PLACENTA DIVINA=ALIMENTO=NUTRIMENTO= VITA  PURA, dove tutto si manifesta nella sua purezza e pienezza.

Quando ero in quelle acque gelificate, in visione dico, in verità non avevo fame o sete, ero nutrita e sostenuta, l’aria partiva di dentro di me e mi bastava per poter  respirare fluidamente, mi sentivo al completo, senza bisogni umani o sovraumani….Ero e c’ero! Punto.  Il messaggio molto chiaro d’essere dentro una trama invisibile perfetta, senza le necessità di questa realtà dimensionale, pesante e carica di esigenze! Ricordare tutto ciò, da quando ero bambina a questa esperienza e altre che ho avuto, è stato fondamentale, come fondamentali le situazioni che mi hanno portato ad entrare in crisi esistenziali talvolta, dinanzi alle difficoltà che mi si presentavano, perché, non fossero queste, non avrei capito l’immenso valore del mio vissuto ed il perché d’essere e perché essere, una vera propedeutica per il mio legato esistenziale. Come l’alchimista, dover partire a terre lontane per scoprire che il proprio tesoro era nell’origine della sua partenza. Nulla però si getta, ne il tesoro, nel il percorso sia di andata o di ritorno, poiché simboleggia il ciclo della vita e della maturità. La maturità che non preclude il ritorno alla purezza e alla voglia di chiedere, di pregare al TUTTO CHE C’È, NO COME FUORI DI NOI, MA COME UN DIALOGO PIENO SENZA DISTANZE E BARRIERE MENTALI E MENCHEMENO FISICHE. Il mistero è nel capire che siamo UNO e dentro UNO e questo UNO è colmo e completo…GENEROSAMENTE COME LA PLACENTA DI UNA MADRE…Questa ONDA che ci porta ad ottenere ciò che si chiede, ONDA CHIAMATA DIO, TUTTO, COSCIENZA UNIVERSALE….Per me, PLACENTA DIVINA, non come divino perché sta in alto, ma perché eccezionale, fuori dal comune , sovra-supremo e onnisciente….e mi mancano le parole più giuste, perché penso non esistano, veramente. Possiamo chiamare come vogliamo e saremo ancora molto lontani da capire cosi grande generosità!

Imparare a pregare COME SI PREGA ALLA MAMMA E AL PADRE, AMOROSI E GENEROSI; CI DIRANO SEMPRE ‘SI’! Preghi bene col pensiero coerente con le parole e sentimenti ed emozioni, otterrai! contrariamente, se preghiamo di maniera  incoerente, ciò,   sentimenti, parole e emozioni che non si combaciano, anche se per chiedere usiamo le parole giuste, non otterremo nulla, o appena vicino a ciò che vogliamo,  perché come tutto ciò che rege l’universo, esiste la Legge dell’ORDINE, ANCHE IL CAOS PER ESSERE CAOS, in ‘esso  ESISTE  un’ORDINE intrinseco, la coerenza.

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