Entanglement


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ENTANGLEMENT

Non volendo essere un pappagallo, ma siccome non sono un fisico e solo prendo spunti e lego molto su questo argomento, ho pensato bene di inserire il pensiero del portavoce di Massimo Teodorani (astrofisico italiano), il quale contra-batte un’articolo, anche se l’autore di quello articolo  con le intenzioni più serie ci ricordasse a tutti di trattare questa tematica di maniera meno superficiale, che è ciò che sta succedendo, purtroppo. Ma in tale articolo, mancavano pezzi importanti per chiudere il cerchio. Ora ne segue:

Il ragionamento immediatamente successivo alla scoperta dell’entanglement è che ci sia una stessa funzione d’onda che regola lo stato degli elettroni. Dove stia “scritta” questa funzione d’onda non si sa. Di sicuro “fuori” dallo spazio e dal tempo visto che l’informazione sul loro stato (o cambio di stato) raggiunge i due elettroni CONTEMPORANEAMENTE ovunque essi siano.
In sostanza, se io cambio lo spin di un elettrone (succede semplicemente osservandolo) e l’altro è all’altro capo dell’universo, esso cambierà stato IMMEDIATAMENTE, all UNISONO.
Fatta questa premessa passo a spiegare un paio di cose, che NON ho appreso da FB…
Esistono delle strutture nel cervello umano dette “microtubuli” contenenti proteine chiamate tubuline.
Dentro a queste, gli elettroni si dispongono in modo da risultare in entanglement (o anche in “risonanza”). La TEORIA è che

1- ogni collasso della funzione d’onda di questi elettroni corrisponda ad un momento di “coscienza”
2- come conseguenza del punto 1, si ipotizza che il cervello non “crei dal nulla” i momenti di coscienza ma agisca come “antenna” sincronizzandosi a funzioni d’onda al di fuori di sè.
3- come conseguenza del punto 2 si può ipotizzare che uno stesso “principio/momento di coscienza/collasso della funzione d’onda) si manifesti (per risonanza) in 2 cervelli distinti nello stesso momento.

Ci tengo a precisare che queste sono conclusioni (tuttora oggetto di approfondimento) di Wolfagang Pauli (premio Nobel per la fisica nel 1945 e padre della meccanica quantistica), coadiuvato nella teoria da Carl Gustav Jung (psichiatra/psicoanalista/antropologo). Allo studio e alla comprensione di questa hanno dato il loro contributo anche David Bohm (fisico e filosofo statatunitense), e in italia, l’astrofisico Massimo Teodorani, di cui umilmente mi faccio “portavoce”,
nonchè molti altri scienziati SERI, ma non dogmatici.
Grazie per l’attenzione

A. Angiolini

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