Carl Gustav Jung e il Concetto di Simbolo e Archetipo


 

SIMBOLOEARCHETIPO

 

junggif.0Il simbolo, svolge una funzione di mediazione fra la parte più inconscia e quella più percepibile. Una sorta di “oggetto codice”, che vuol significare qualcosa, al di là del semplice apparire in quanto tale. In parole povere, costituisce un qualcosa che induce a leggere “fra la righe”. Ogni cosa, in teoria, può essere funzionare da simbolo, ma alcuni simboli hanno una ricorrenza universale, che rimanda all’esistenza di quelli che Jung chiama archetipi, cioè letteralmente modelli. I simboli, in questo caso, non sono altro che trasformazioni dell’energia inconscia, mediante cui si esprimono gli archetipi. Gli archetipi sono germi di potenzialità in grado di riprodurre (in maniera virtuale) esperienze compiute dall’umanità nello sviluppo della coscienza, trasmesse ereditariamente e rappresentati una sorta di memoria dell’umanità, sedimentata in un inconscio collettivo, presente in tutti i popoli, senza alcuna distinzione di luogo e di tempo. Per essere più chiaro, gli archetipi potrebbero essere rappresentati dalle leggi di natura e i simboli potrebbero essere considerati i parametri di riferimento “ancestrali” contenuti nell’ipotalamo. Si attivano quando siamo sollecitati a riflettere in termini di bisogni e desideri.Conoscendo l’ambiente di provenienza, saremo in grado di renderci conto dei pacchetti di informazioni (modelli culturali, tradizioni, valori, riferimenti etc.) tramandati a livello generazionale che influenzeranno, più o meno direttamente, il nostro modo di essere, costituendo una specie di memoria familiare inconscia: l’evoluzione del concetto di inconscio collettivo e di sub-personalità .

Partiamo dal termine sub-personalità. Con tale espressione intendiamo il diverso modo di esprimersi, nelle varie circostanze “importanti”, in funzione degli algoritmi di base (in informatica, successione di informazioni sequenziali in ordine logico e finalizzata ad un risultato), sul piano educativo.

L’ambiente di origine rappresenta una fonte di trasmissione di messaggi che incideranno una traccia nel DNA delle nostre cellule, influenzando il loro comportamento circa la modalità di captazione ed elaborazione dati, che costituiranno le caratteristiche del nostro modo di essere: l’umore di base, insomma. Tutto questo si manifesta in base alle sollecitazioni del momento, ovviamente in maniera inversamente proporzionale alla solidità della propria identità.

 

Fonte: lastradaWeb/

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