Simboli


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Mi permetto di aprire questo articolo sui simboli, traendo le parole del libro ‘La Ginestra’, che secondo me, spiega bene ed in poche parole cosa sia un  ‘SIMBOLO”. Su questo tema vorremo approfondire ancora, una volta che il presente Blog ha come interesse la radiestesia, radionica con l’obbiettivo di arrivare ad un’ altro tema  al quanto sconosciuto a molti, che è la Psionica, ai quali  i simboli hanno fattore da collante.

Quindi segue il testo:

“Che cos’è il simbolo? Sappiamo tutti che non è un’allegoria, non consiste infatti di equivalenze note. E non è un segno né un segnale, le cui indicazioni sono univoche (fa’ questo, non fare quello, ti dice il segnale). È allora, come pensano alcuni, la miglior espressione di un fatto sconosciuto? Anche in tal caso, però, l’indicazione sarebbe univoca. Ciò che resta in ombra, nel simbolo, e che forse si preferisce non conoscere, è il nesso che lega due proposizioni contrarie. In altre parole il simbolo esprime, in forma mascherata, cioè per immagini, un conflitto che per quella società o quella cultura non è “dichiarabile”. In questo senso, certo, il simbolo è fondante. La società vi si può riconoscere con un atto di fede. Vede in esso legittimate le proprie contraddizioni (etiche prima di tutto), grazie alle quali sopravvive.
È il simbolo la sede di tutti i simbolismi, come suggeriva Norman O.Brown? Certo è la figura a cui immagine e somiglianza si formano tutte le altre figure, anche quelle mentali. Ed è la sede degli animali spirits , che all’atto simbolico, come del resto a qualsiasi forma di azione, fornisce la spinta. Bypassando, magari, la legge (scriviamola minuscola, una volta tanto).”

I simboli sappiamo tutti possono essere di beneficio nelle simbologie grafiche per fare capire messaggi diretti e ovvi a delle tipologie di persone, come ad esempio: · persone con ritardo mentale o difficoltà cognitive in genere;
. persone con difficoltà di comprensione linguistica;
· persone affette da dislessia;
. persone con difficoltà nella organizzazione spazio-temporale;
· persone sorde o ipoacusiche;
· bambini piccoli che non hanno ancora iniziato a leggere;
. bambini con difficoltà di comunicazione;
· persone che sono facilitate da un accesso visuale alle informazioni;
· persone che stanno imparando l’inglese come seconda lingua;
Com la previa osservazione che i simboli non hanno a che fare con immagine, ma sono messaggi con concetti diretti, un’immagine veicola quasi sempre più di una informazione per volta, ritrae più oggetti , il suo significato prevalente può perciò non essere sempre chiaro o univoco.
I simboli favoriscono l’apprendimento e la comunicazione e costituiscono un linguaggio non verbale che porta dietro anche una sua storia, e perciò anche una fondamenta potendo fissarsi  nell’inconscio e in altri casi condizionare le persone. Basta che ci ricordiamo dei messaggi subliminali nelle pubblicità con messaggi contenenti simboli, logo di una azienda e quant’altro. formando cosi un vero e proprio vocabolario a modo di simboli.
Vogliamo poi parlare di cosa sia successo con l’arrivo della globalizzazione e la sua multiculturalità, anche religiosa? Con l’arrivo dei simboli di altre nazioni, i propri e quelli profani? Ebbene, stiamo davanti ad un linguaggio del tutto composto di veri e propri messaggi . Altri dicono che il simbolo in quanto rappresentanza convenzionale di un costrutto culturale  “è un’entità che “sta per” un’altra cosa: non è la cosa stessa ma è una sua rappresentazione o evocazione”.

Il simbolo allo stesso tempo aggrega e divide, si fa di appartenenza e non appartenenza. Dai tempi si sa gli uomini usarono i simboli per incutere paura o protezione, sicurezza e no, soprattutto hanno rappresentato una cultura, un’idea, una religione, una nazione.
Un’altra citazione opportuna: “Per arrivare al significato di un simbolo, si parte sempre dal simbolo stesso, o meglio, dal dato sensibile in cui esso si manifesta. Questo aspetto del simbolo è stato da alcuni definito in termini di “trascendenza” semantica, proprio in relazione al fatto che al significato del simbolo si arriva attraverso un “oltrepassare” dello stesso.”

Un simbolo che evoca un potere sovrano, non è che la rappresentazione dei suoi valori…un valore creato. Come scrisse Platone: ““L’antica nostra natura – scrive Platone – non era la medesima di oggi. In principio gli uomini erano l’uno e l’altro, uomini e donne allo stesso tempo, la loro forma circolare, il loro aspetto intero e rotondo. […] Zeus, volendo castigare l’uomo per la sua tracotanza, avendo voluto sfidare gli dèi, non volendo distruggerlo, lo tagliò in due.”
Per curare l’antica ferita, Zeus, dopo averla inflitta, inviò Eros “fra gli dèi, l’amico degli uomini, il
medico […] colui che riconduce all’ antica condizione. Cercando di far uno, ciò che è due”.  Platone pertanto, intende dire che ciascuno di noi è il simbolo di un uomo, la metà che cerca l’altra metà, il simbolo corrispondente.”

Bachofen definì il concetto di simbolo, come “qualcosa di in sé concluso e autosufficiente che possa offrirsi a varie spiegazioni, restando tuttavia nella sua essenza completamente autonomo da ogni spiegazione”18. Il simbolo, inoltre, viene definito come “qualcosa che non rappresenta altro che sé e che, rappresentando sé, attinge alla verità metafisica incarnata nella storia”. Il mito, il quale aduna i simboli nelle sue forme, è dunque per Bachofen al tempo stesso immagine mediata di una verità trascendente e riflesso delle forme sociali e degli eventi della storia .

Ora, si sà, la lingua dei simboli, cara alla religione e agli esoterici, ha accompagnato il progresso di pensiero non solo della religione, ma del misticismo, filosofia, teologia, astrologia, alchimia, letteratura, arte e alcune discipline scientifiche.
Una Sequenza Vibrazionale è il “Verbo” della lingua universale  con cui ci parla il campo torsionale, una frase composta di frequenze, considerando anche la Bibbia.
Una SEQUENZA VIBRAZIONALE  rappresenta una combinazione dei simboli geometrici, numeri, lettere, segni, immagini.

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